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Il Grande Dibattito: Einstein vs Bohr

Il Grande Dibattito

Einstein • Bohr • Heisenberg • Schrödinger
Fisica Quantistica • 1925-1935
INSTITUTE
FOR
ADVANCED
STUDY
PRINCETON UNIVERSITY
Institute for Advanced Study
Prof. Albert Einstein
Al Prof. Niels Bohr, Università di Copenhagen
Princeton, 4 Maggio 1926

Caro Niels,

La sua interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica continua a turbarmi profondamente. Come può accettare che la natura sia governata dal caso puro?

La teoria quantistica dice molto, ma non ci avvicina al segreto del Vecchio. Io, in ogni caso, sono convinto che Egli non giochi a dadi.

Il principio di indeterminazione di Heisenberg può essere matematicamente corretto, ma filosoficamente è inaccettabile. Deve esistere una realtà fisica indipendente dall’osservatore!

Sto lavorando su una teoria delle variabili nascoste che possa restituire il determinismo alla fisica. La meccanica quantistica non può essere la parola finale.

Spero che potremo discuterne al prossimo Congresso Solvay. La fisica ha bisogno di chiarezza, non di mistero.

Con stima e preoccupazione scientifica,

A. Einstein
Nature • Physical Review
IL DIBATTITO DEL SECOLO

Einstein e Bohr si confrontano sulla natura della realtà quantistica. Mentre Einstein sostiene che “Dio non gioca a dadi”, Bohr replica che “non è compito nostro dire a Dio come deve comportarsi”. Il futuro della fisica dipende da questo scontro intellettuale che sta dividendo la comunità scientifica mondiale.
DETERMINISMO
vs
INDETERMINAZIONE


Il cuore del dibattito
UNIVERSITET
KØBENHAVN
UNIVERSITÀ DI COPENHAGEN
Istituto di Fisica Teorica
Prof. Niels Bohr
Al Prof. Albert Einstein, Princeton
Copenhagen, 20 Maggio 1926

Caro Albert,

La sua ostinazione nel cercare una realtà oggettiva dietro i fenomeni quantistici mi stupisce sempre. Non è compito nostro prescrivere come deve comportarsi la natura!

Il principio di complementarità ci insegna che posizione e momento non possono essere misurati simultaneamente con precisione arbitraria.

La meccanica quantistica non è incompleta, come lei sostiene. È la descrizione più completa possibile della realtà fisica. Il collasso della funzione d’onda non è un difetto della teoria, ma la sua caratteristica fondamentale!

I suoi esperimenti mentali, per quanto ingegnosi, non riescono a dimostrare l’esistenza di variabili nascoste. La natura quantistica del mondo è un fatto sperimentale ormai indiscutibile.

Forse dovremmo accettare che l’universo sia più misterioso di quanto la nostra intuizione classica possa comprendere.

Con amicizia e rispetto per il genio ribelle,

Niels Bohr
INTERPRETAZIONE
DI
COPENAGHEN


Ortodossia quantistica
UNIVERSITÄT
GÖTTINGEN
UNIVERSITÀ DI GÖTTINGEN
Istituto di Fisica Teorica
Dr. Werner Heisenberg
Ai Professori Einstein e Bohr
Göttingen, 15 Marzo 1927

Stimati Professori,

Permetto di intervenire nel vostro dibattito per chiarire il mio principio di indeterminazione. Non si tratta di un limite degli strumenti di misura, ma di una proprietà fondamentale della natura!

Δx · Δp ≥ ℏ/2 L’incertezza è intrinseca alla realtà quantistica

Professor Einstein, la sua ricerca di una teoria deterministica è nobile ma vana. L’indeterminazione non è ignoranza, ma conoscenza! È il massimo che possiamo sapere sulla realtà.

Professor Bohr, la sua interpretazione cattura perfettamente questo aspetto. La dualità onda-particella e il principio di complementarità sono le chiavi per comprendere il mondo quantistico.

Forse dovremmo concentrarci su cosa la meccanica quantistica ci permette di predire, piuttosto che su cosa ci “nasconde”.

Con devozione scientifica,

W. Heisenberg
PRINCIPIO DI
INDETERMINAZIONE


La natura probabilistica
UNIVERSITÄT
WIEN
UNIVERSITÀ DI VIENNA
Istituto di Fisica Teorica
Prof. Erwin Schrödinger
Ai Colleghi del Dibattito Quantistico
Vienna, 10 Agosto 1935

Cari Colleghi,

La discussione Einstein-Bohr mi ha ispirato un esperimento mentale che spero possa chiarire l’assurdità di applicare la meccanica quantistica al mondo macroscopico.

Un gatto in una scatola con un meccanismo quantistico: |ψ⟩ = α|vivo⟩ + β|morto⟩ Il gatto è simultaneamente vivo E morto?

Se accettiamo l’interpretazione di Copenaghen, il mio povero gatto quantistico rimane in una sovrapposizione di stati finché non apriamo la scatola. Ma questo è filosoficamente inaccettabile!

Concordo con Einstein: deve esistere una realtà oggettiva indipendente dall’osservazione. La meccanica quantistica descrive il nostro grado di conoscenza, non la realtà stessa.

Il paradosso del gatto dimostra che abbiamo bisogno di una interpretazione più realistica della meccanica quantistica. Non possiamo accettare che la realtà sia creata dall’atto di osservazione!

Nella speranza che la ragione prevalga sul misticismo quantistico,

E. Schrödinger
Carteggio Freud-Jung – Stile Anni ’50

Carteggio Scientifico

Freud & Jung • Corrispondenza 1906-1913
FRANCO
POSTALE
Prof. Dr. Sigmund Freud
Al Dr. Carl Gustav Jung, Burghölzli, Zurigo
Vienna, 11 Aprile 1906

Stimato Dottor Jung,

La sua opera “Studi diagnostici di associazione” ha attirato la mia più viva attenzione. Finalmente un ricercatore che comprende la profondità dell’inconscio e non si limita alla superficiale osservazione dei sintomi!

Le propongo una collaborazione scientifica. La psicoanalisi ha bisogno di menti come la sua per espandersi oltre Vienna. La teoria della libido che sto sviluppando troverebbe in Lei un interprete eccezionale.

Mi permetto di inviarLe una copia annotata dei miei “Tre saggi sulla teoria sessuale”. Sono certo che i suoi studi sulle associazioni verbali possano confermare molte delle mie ipotesi fondamentali.

Con viva attesa della Sua risposta e nella speranza di un proficuo scambio intellettuale,

Sigmund Freud
Il Principe della Psicoanalisi
VIENNA – Il Prof. Freud ha nominato il giovane psichiatra svizzero Carl Jung suo “successore designato” e “principe ereditario” della psicoanalisi. I due partiranno presto per una tournée di conferenze in America. Fonti vicine a Freud parlano di un “rapporto padre-figlio” tra i due studiosi della mente umana. La comunità scientifica internazionale guarda con interesse a questo sodalizio che promette di rivoluzionare la comprensione delle malattie mentali.
COLLABORAZIONE
SCIENTIFICA

Due menti geniali
unite nella ricerca
PER
VIA
AEREA
Dr. Carl Gustav Jung
Al Prof. Sigmund Freud, Vienna
Zurigo, 3 Marzo 1909

Carissimo Professore,

Il nostro viaggio in America è stato un successo oltre ogni aspettativa! Le sue conferenze alla Clark University hanno entusiasmato persino gli scettici più irriducibili.

Tuttavia, devo confidarLe alcune perplessità sorte durante i nostri lunghi dibattiti notturni. La sua insistenza sul fattore sessuale come unica spiegazione delle nevrosi mi appare sempre più riduttiva. I miei studi sulla mitologia e sui simboli antichi suggeriscono che l’inconscio contiene molto di più che semplici rimozioni infantili.

Ho iniziato a esplorare il concetto di “inconscio collettivo” – un livello più profondo che condividiamo come specie umana. Spero potremo discuterne presto, con la consueta apertura mentale.

Con affetto sincero e profondo rispetto,

Carl Jung
DIVERGENZE
TEORICHE

Primi segnali di
disaccordo scientifico
Prof. Dr. Sigmund Freud
Al Dr. Carl Gustav Jung, Küsnacht
Vienna, 18 Dicembre 1912

Caro Jung,

La pubblicazione del suo “Trasformazioni e simboli della libido” mi ha profondamente deluso. Lei ha tradito reinterpretato la teoria della libido in modi scientificamente inaccettabili. Questo misticismo sulla “energia psichica” e i suoi archetipi non hanno nulla a che fare con la scienza psicoanalitica rigorosa!

Non posso permettere che l’Associazione Psicoanalitica Internazionale, di cui Lei è presidente, prenda questa deriva anti-scientifica. La sua insistenza sull’occulto e sulla mitologia rischia di ridicolizzare tutto il nostro lavoro decennale.

Con dolore le comunico che la nostra collaborazione scientifica deve considerarsi definitivamente conclusa. Conservo comunque stima per il suo precedente lavoro clinico.

Sinceramente,

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