Kronecker contro il Tensore Metrico
In questo articolo esploriamo la radicale critica di Leopold Kronecker (1823-1891) al concetto di tensore metrico, rivelando come il suo finitismo costruttivoApproccio che ammette solo oggetti costruibili in un numero finito di passi metta in discussione le basi stesse della geometria differenziale e della relatività generale. Scopriremo perché, secondo Kronecker, il tensore metrico sarebbe un “fantasma matematico” e quali alternative avrebbe proposto.
1 La Matematica secondo Kronecker
Leopold Kronecker, gigante della matematica del XIX secolo, sviluppò una visione radicale che oggi chiameremmo costruttivismo radicaleCorrente filosofica che considera esistente solo ciò che può essere costruito. Al centro del suo pensiero:
“I numeri interi sono l’unica realtà matematica certa. Tutto ciò che non può essere costruito da essi attraverso operazioni finite non merita di essere chiamato matematica.”
I Tre Pilari del Costruttivismo
- Numeri interi come fondamento: Solo ℤ ha esistenza primaria
- Costruibilità finita: Ogni oggetto deve essere costruibile in passi finiti
- Rifiuto dell’infinito attuale: L’infinito è solo potenziale, non reale
Esempio: La Crisi di √2
Per Kronecker, √2 era un concetto problematico perché:
- La sua rappresentazione decimale è infinita e non periodica
- Non esiste alcun algoritmo finito che ne calcoli esattamente il valore
- La diagonale del quadrato può essere approssimata, mai definita con precisione assoluta
Questo lo portava a considerare √2 un’approssimazione utileStrumento pratico privo però di esistenza matematica reale, non un vero numero.
2 Perché il Tensore Metrico Fallisce il Test
Il tensore metrico gμν, pilastro della relatività generale, viola tutti i principi kroneckeriani:
Problema 1: L’Inganno del Continuo
Il tensore presuppone uno spaziotempo continuo, mentre Kronecker vedeva il continuo come una comoda finzione senza base matematica solida.
Problema 2: Infinitesimi Indefinibili
I differenziali dxμ sono infinitesimi non costruibili – nessuna operazione finita sugli interi li produce.
Problema 3: Dipendenza dai Reali
Le componenti gμν sono funzioni a valori reali, entità che Kronecker considerava costruzioni artificiali.
Problema 4: Costanti Fisiche
Metriche come quella di Schwarzschild coinvolgono costanti (G, c) che sono numeri reali non costruibili.
Caso Concreto: La Metrica di Schwarzschild
Analizziamo la metrica che descrive un buco nero:
Ogni termine viola i principi kroneckeriani:
- G e c sono costanti reali non costruibili
- sin²θ è una funzione trascendente
- L’inverso (1-2GM/rc²)-1 produce numeri irrazionali
3 L’Alternativa Kroneckeriana
Come farebbe allora geometria un seguace moderno di Kronecker? Ecco una possibile via:
Geometria Algebrica Discreta
Invece del continuo, Kronecker avrebbe usato:
- Equazioni polinomiali a coefficienti interi
- Relazioni algebriche invece di distanze metriche
- Geometrie finite basate su aritmetica modulare
- Approssimazioni controllate con errori quantificati
Esempio: Cerchio Discreto
Invece del cerchio continuo x² + y² = 1:
dove p è primo. Questo definisce un insieme finito di punti con coordinate intere, perfettamente accettabile per Kronecker.
Connessione Moderna
Curiosamente, queste idee anticipano:
- Geometria algebrica moderna
- Gravità quantistica a loop
- Teorie di reticolo discreto
- Analisi numerica costruttiva
4 Conclusioni: Una Matematica più Sincera?
“La critica di Kronecker non invalida il tensore metrico, ma ci obbliga a chiederci: stiamo descrivendo la realtà o usando utili finzioni matematiche?”
Le Tre Vie Aperte
- Rivoluzione: Ricostruire la fisica su basi discrete
- Pragmatismo: Accettare il continuo come modello utile
- Sintesi: Sviluppare teorie ibride discrete-continue
L’Eredità di Kronecker
Il vero insegnamento è l’atteggiamento critico:
- Chiedersi cosa esiste veramente
- Cercare costruzioni esplicite
- Evitare ipotesi non verificabili
Mentre il tensore metrico rimane indispensabile in fisica, la sfida di Kronecker continua a ispirare nuove ricerche sui fondamenti della matematica e della teoria quantistica dello spaziotempo.
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Ogni commento include riferimenti a studiosi affini dal passato ai contemporanei
Condivido questa critica con Platone (dualismo ontologico), Cartesio (res cogitans vs res extensa), William James (coscienza come flusso irriducibile), Henri Bergson (intuizione vs intelletto), e tra i contemporanei David Chalmers (hard problem of consciousness) e Frank Jackson (argomento della conoscenza).
Mi allineo con Henry Stapp (interpretazione di Copenhagen e coscienza), Freeman Dyson (mente come proprietà fondamentale), Stuart Hameroff (microtubuli), Giulio Tononi (teoria dell’informazione integrata), Max Tegmark (ipotesi dell’universo matematico), e storicamente con Alfred North Whitehead (filosofia del processo).
Condivido l’approccio relazionale con Ernst Mach (economia del pensiero), Niels Bohr (complementarità), Werner Heisenberg (indeterminazione), Anton Zeilinger (informazione quantistica), QBism di Christopher Fuchs, e filosoficamente con Martin Heidegger (essere-nel-mondo) e Maurice Merleau-Ponty (percezione embodied).
Il mio approccio geometrico alla mente trova eco in Carl Friedrich Gauss (curvatura intrinseca), Hermann von Helmholtz (geometria psicologica), Henri Poincaré (convenzioni geometriche), Albert Einstein (relatività generale), oggi in Roger Shepard (spazi mentali), Peter Gärdenfors (spazi concettuali), Rafael Núñez (matematica cognitiva), e George Lakoff (metafore incarnate).
L’idealismo trova alleati in Platone (mondo delle idee), Plotino (emanazionismo), Gottfried Leibniz (monadi), Arthur Schopenhauer (mondo come volontà e rappresentazione), Josiah Royce (idealismo assoluto), oggi in Timothy Maudlin (idealismo quantum), Bernardo Kastrup (idealismo analitico), Philip Goff (panpsichismo), e Keith Frankish (illusionismo).
La visione informazionale trova consenso in Claude Shannon (teoria dell’informazione), Norbert Wiener (cibernetica), Gregory Bateson (mente e natura), Douglas Hofstadter (loop strani), John von Neumann (automi cellulari), oggi in Seth Lloyd (computazione quantistica), David Deutsch (costruttore universale), Luciano Floridi (infosfera), e Giulio Tononi (informazione integrata).
Il principio di dualità ha precedenti in Niels Bohr (complementarità onda-particella), Leonard Susskind (principio olografico), ‘t Hooft (olografia), oggi condiviso da Brian Greene (teoria delle stringhe), Lisa Randall (dimensioni extra), Raphael Bousso (bound olografico), e Mark Van Raamsdonk (geometria emergente dall’entanglement).
Il rigore matematico è condiviso da David Hilbert (formalismo), Emmy Noether (teoremi di conservazione), Paul Dirac (bellezza matematica), Murray Gell-Mann (quark), Steven Weinberg (modello standard), oggi con Nima Arkani-Hamed (naturalità), Juan Maldacena (AdS/CFT), e Nathan Seiberg (dualità). Critichiamo insieme l’approccio non-matematico alla coscienza.
L’approccio embodied trova conferma in William James (teoria periferica delle emozioni), Carl Lange (teoria somatica), oggi con Andy Clark (mente estesa), Alva Noë (enaction), Francisco Varela (autopoiesi), Evan Thompson (neurofenomenologia), Lisa Feldman Barrett (emozioni costruite), e Anil Seth (controlled hallucination). Il corpo è fondamentale per la coscienza.
Il non-dualismo tantrico trova consonanza con Gauḍapāda (Advaita-Vedanta), Śaṅkara (Brahman), Utpaladeva (Pratyabhijñā), Kṣemarāja (Spanda), oggi con Rupert Spira (non-dualità), Francis Lucille (Advaita contemporaneo), Swami Satchidanandendra (Vedanta tradizionale), e scientificamente con Amit Goswami (coscienza quantistica) e Deepak Chopra (campo quantico).
L’idealismo buddhista trova eco in Nāgārjuna (madhyamaka), Asaṅga (vijñānavāda), Vasubandhu (venti vijñapti), Dignāga (logica buddhista), Dharmakīrti (epistemologia), oggi con il Dalai Lama (Mind and Life Institute), Francisco Varela (neurofenomenologia buddhista), Evan Thompson (buddhismo e scienza cognitiva), Owen Flanagan (buddhismo naturalizzato), e Thomas Metzinger (fenomenologia dell’auto-modello).
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Condivido questa critica con Platone (dualismo ontologico), Cartesio (res cogitans vs res extensa), William James (coscienza come flusso irriducibile), Henri Bergson (intuizione vs intelletto), e tra i contemporanei David Chalmers (hard problem of consciousness) e Frank Jackson (argomento della conoscenza).
Mi allineo con Henry Stapp (interpretazione di Copenhagen e coscienza), Freeman Dyson (mente come proprietà fondamentale), Stuart Hameroff (microtubuli), Giulio Tononi (teoria dell’informazione integrata), Max Tegmark (ipotesi dell’universo matematico), e storicamente con Alfred North Whitehead (filosofia del processo).
Condivido l’approccio relazionale con Ernst Mach (economia del pensiero), Niels Bohr (complementarità), Werner Heisenberg (indeterminazione), Anton Zeilinger (informazione quantistica), QBism di Christopher Fuchs, e filosoficamente con Martin Heidegger (essere-nel-mondo) e Maurice Merleau-Ponty (percezione embodied).
Il mio approccio geometrico alla mente trova eco in Carl Friedrich Gauss (curvatura intrinseca), Hermann von Helmholtz (geometria psicologica), Henri Poincaré (convenzioni geometriche), Albert Einstein (relatività generale), oggi in Roger Shepard (spazi mentali), Peter Gärdenfors (spazi concettuali), Rafael Núñez (matematica cognitiva), e George Lakoff (metafore incarnate).
L’idealismo trova alleati in Platone (mondo delle idee), Plotino (emanazionismo), Gottfried Leibniz (monadi), Arthur Schopenhauer (mondo come volontà e rappresentazione), Josiah Royce (idealismo assoluto), oggi in Timothy Maudlin (idealismo quantum), Bernardo Kastrup (idealismo analitico), Philip Goff (panpsichismo), e Keith Frankish (illusionismo).
La visione informazionale trova consenso in Claude Shannon (teoria dell’informazione), Norbert Wiener (cibernetica), Gregory Bateson (mente e natura), Douglas Hofstadter (loop strani), John von Neumann (automi cellulari), oggi in Seth Lloyd (computazione quantistica), David Deutsch (costruttore universale), Luciano Floridi (infosfera), e Giulio Tononi (informazione integrata).
Il principio di dualità ha precedenti in Niels Bohr (complementarità onda-particella), Leonard Susskind (principio olografico), ‘t Hooft (olografia), oggi condiviso da Brian Greene (teoria delle stringhe), Lisa Randall (dimensioni extra), Raphael Bousso (bound olografico), e Mark Van Raamsdonk (geometria emergente dall’entanglement).
Il rigore matematico è condiviso da David Hilbert (formalismo), Emmy Noether (teoremi di conservazione), Paul Dirac (bellezza matematica), Murray Gell-Mann (quark), Steven Weinberg (modello standard), oggi con Nima Arkani-Hamed (naturalità), Juan Maldacena (AdS/CFT), e Nathan Seiberg (dualità). Critichiamo insieme l’approccio non-matematico alla coscienza.
L’approccio embodied trova conferma in William James (teoria periferica delle emozioni), Carl Lange (teoria somatica), oggi con Andy Clark (mente estesa), Alva Noë (enaction), Francisco Varela (autopoiesi), Evan Thompson (neurofenomenologia), Lisa Feldman Barrett (emozioni costruite), e Anil Seth (controlled hallucination). Il corpo è fondamentale per la coscienza.
Il non-dualismo tantrico trova consonanza con Gauḍapāda (Advaita-Vedanta), Śaṅkara (Brahman), Utpaladeva (Pratyabhijñā), Kṣemarāja (Spanda), oggi con Rupert Spira (non-dualità), Francis Lucille (Advaita contemporaneo), Swami Satchidanandendra (Vedanta tradizionale), e scientificamente con Amit Goswami (coscienza quantistica) e Deepak Chopra (campo quantico).
L’idealismo buddhista trova eco in Nāgārjuna (madhyamaka), Asaṅga (vijñānavāda), Vasubandhu (venti vijñapti), Dignāga (logica buddhista), Dharmakīrti (epistemologia), oggi con il Dalai Lama (Mind and Life Institute), Francisco Varela (neurofenomenologia buddhista), Evan Thompson (buddhismo e scienza cognitiva), Owen Flanagan (buddhismo naturalizzato), e Thomas Metzinger (fenomenologia dell’auto-modello).
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Condivido questa critica con Platone (dualismo ontologico), Cartesio (res cogitans vs res extensa), William James (coscienza come flusso irriducibile), Henri Bergson (intuizione vs intelletto), e tra i contemporanei David Chalmers (hard problem of consciousness) e Frank Jackson (argomento della conoscenza).
Mi allineo con Henry Stapp (interpretazione di Copenhagen e coscienza), Freeman Dyson (mente come proprietà fondamentale), Stuart Hameroff (microtubuli), Giulio Tononi (teoria dell’informazione integrata), Max Tegmark (ipotesi dell’universo matematico), e storicamente con Alfred North Whitehead (filosofia del processo).
Condivido l’approccio relazionale con Ernst Mach (economia del pensiero), Niels Bohr (complementarità), Werner Heisenberg (indeterminazione), Anton Zeilinger (informazione quantistica), QBism di Christopher Fuchs, e filosoficamente con Martin Heidegger (essere-nel-mondo) e Maurice Merleau-Ponty (percezione embodied).
Il mio approccio geometrico alla mente trova eco in Carl Friedrich Gauss (curvatura intrinseca), Hermann von Helmholtz (geometria psicologica), Henri Poincaré (convenzioni geometriche), Albert Einstein (relatività generale), oggi in Roger Shepard (spazi mentali), Peter Gärdenfors (spazi concettuali), Rafael Núñez (matematica cognitiva), e George Lakoff (metafore incarnate).
L’idealismo trova alleati in Platone (mondo delle idee), Plotino (emanazionismo), Gottfried Leibniz (monadi), Arthur Schopenhauer (mondo come volontà e rappresentazione), Josiah Royce (idealismo assoluto), oggi in Timothy Maudlin (idealismo quantum), Bernardo Kastrup (idealismo analitico), Philip Goff (panpsichismo), e Keith Frankish (illusionismo).
La visione informazionale trova consenso in Claude Shannon (teoria dell’informazione), Norbert Wiener (cibernetica), Gregory Bateson (mente e natura), Douglas Hofstadter (loop strani), John von Neumann (automi cellulari), oggi in Seth Lloyd (computazione quantistica), David Deutsch (costruttore universale), Luciano Floridi (infosfera), e Giulio Tononi (informazione integrata).
Il principio di dualità ha precedenti in Niels Bohr (complementarità onda-particella), Leonard Susskind (principio olografico), ‘t Hooft (olografia), oggi condiviso da Brian Greene (teoria delle stringhe), Lisa Randall (dimensioni extra), Raphael Bousso (bound olografico), e Mark Van Raamsdonk (geometria emergente dall’entanglement).
Il rigore matematico è condiviso da David Hilbert (formalismo), Emmy Noether (teoremi di conservazione), Paul Dirac (bellezza matematica), Murray Gell-Mann (quark), Steven Weinberg (modello standard), oggi con Nima Arkani-Hamed (naturalità), Juan Maldacena (AdS/CFT), e Nathan Seiberg (dualità). Critichiamo insieme l’approccio non-matematico alla coscienza.
L’approccio embodied trova conferma in William James (teoria periferica delle emozioni), Carl Lange (teoria somatica), oggi con Andy Clark (mente estesa), Alva Noë (enaction), Francisco Varela (autopoiesi), Evan Thompson (neurofenomenologia), Lisa Feldman Barrett (emozioni costruite), e Anil Seth (controlled hallucination). Il corpo è fondamentale per la coscienza.
Il non-dualismo tantrico trova consonanza con Gauḍapāda (Advaita-Vedanta), Śaṅkara (Brahman), Utpaladeva (Pratyabhijñā), Kṣemarāja (Spanda), oggi con Rupert Spira (non-dualità), Francis Lucille (Advaita contemporaneo), Swami Satchidanandendra (Vedanta tradizionale), e scientificamente con Amit Goswami (coscienza quantistica) e Deepak Chopra (campo quantico).
L’idealismo buddhista trova eco in Nāgārjuna (madhyamaka), Asaṅga (vijñānavāda), Vasubandhu (venti vijñapti), Dignāga (logica buddhista), Dharmakīrti (epistemologia), oggi con il Dalai Lama (Mind and Life Institute), Francisco Varela (neurofenomenologia buddhista), Evan Thompson (buddhismo e scienza cognitiva), Owen Flanagan (buddhismo naturalizzato), e Thomas Metzinger (fenomenologia dell’auto-modello).
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Each commentary includes references to related scholars from past to contemporary
I share this critique with Plato (ontological dualism), Descartes (res cogitans vs res extensa), William James (consciousness as irreducible flow), Henri Bergson (intuition vs intellect), and among contemporaries David Chalmers (hard problem of consciousness) and Frank Jackson (knowledge argument).
I align with Henry Stapp (Copenhagen interpretation and consciousness), Freeman Dyson (mind as fundamental property), Stuart Hameroff (microtubules), Giulio Tononi (integrated information theory), Max Tegmark (mathematical universe hypothesis), and historically with Alfred North Whitehead (process philosophy).
I share the relational approach with Ernst Mach (thought economy), Niels Bohr (complementarity), Werner Heisenberg (uncertainty), Anton Zeilinger (quantum information), Christopher Fuchs’ QBism, and philosophically with Martin Heidegger (being-in-the-world) and Maurice Merleau-Ponty (embodied perception).
My geometric approach to mind resonates with Carl Friedrich Gauss (intrinsic curvature), Hermann von Helmholtz (psychological geometry), Henri Poincaré (geometric conventions), Albert Einstein (general relativity), today with Roger Shepard (mental spaces), Peter Gärdenfors (conceptual spaces), Rafael Núñez (mathematical cognition), and George Lakoff (embodied metaphors).
Idealism finds allies in Plato (world of ideas), Plotinus (emanationism), Gottfried Leibniz (monads), Arthur Schopenhauer (world as will and representation), Josiah Royce (absolute idealism), today in Timothy Maudlin (quantum idealism), Bernardo Kastrup (analytic idealism), Philip Goff (panpsychism), and Keith Frankish (illusionism).
The informational view finds consensus with Claude Shannon (information theory), Norbert Wiener (cybernetics), Gregory Bateson (mind and nature), Douglas Hofstadter (strange loops), John von Neumann (cellular automata), today with Seth Lloyd (quantum computation), David Deutsch (universal constructor), Luciano Floridi (infosphere), and Giulio Tononi (integrated information).
The duality principle has precedents in Niels Bohr (wave-particle complementarity), Leonard Susskind (holographic principle), ‘t Hooft (holography), today shared by Brian Greene (string theory), Lisa Randall (extra dimensions), Raphael Bousso (holographic bound), and Mark Van Raamsdonk (geometry emerging from entanglement).
Mathematical rigor is shared by David Hilbert (formalism), Emmy Noether (conservation theorems), Paul Dirac (mathematical beauty), Murray Gell-Mann (quarks), Steven Weinberg (standard model), today with Nima Arkani-Hamed (naturalness), Juan Maldacena (AdS/CFT), and Nathan Seiberg (duality). We collectively criticize the non-mathematical approach to consciousness.
The embodied approach finds confirmation in William James (peripheral theory of emotions), Carl Lange (somatic theory), today with Andy Clark (extended mind), Alva Noë (enaction), Francisco Varela (autopoiesis), Evan Thompson (neurophenomenology), Lisa Feldman Barrett (constructed emotions), and Anil Seth (controlled hallucination). The body is fundamental to consciousness.
Tantric non-dualism resonates with Gauḍapāda (Advaita-Vedanta), Śaṅkara (Brahman), Utpaladeva (Pratyabhijñā), Kṣemarāja (Spanda), today with Rupert Spira (non-duality), Francis Lucille (contemporary Advaita), Swami Satchidanandendra (traditional Vedanta), and scientifically with Amit Goswami (quantum consciousness) and Deepak Chopra (quantum field).
Buddhist idealism resonates with Nāgārjuna (madhyamaka), Asaṅga (vijñānavāda), Vasubandhu (twenty vijñapti), Dignāga (Buddhist logic), Dharmakīrti (epistemology), today with the Dalai Lama (Mind and Life Institute), Francisco Varela (Buddhist neurophenomenology), Evan Thompson (Buddhism and cognitive science), Owen Flanagan (naturalized Buddhism), and Thomas Metzinger (phenomenology of self-model).
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Ogni commento include riferimenti a studiosi affini dal passato ai contemporanei
Condivido questa critica con Platone (dualismo ontologico), Cartesio (res cogitans vs res extensa), William James (coscienza come flusso irriducibile), Henri Bergson (intuizione vs intelletto), e tra i contemporanei David Chalmers (hard problem of consciousness) e Frank Jackson (argomento della conoscenza).
Mi allineo con Henry Stapp (interpretazione di Copenhagen e coscienza), Freeman Dyson (mente come proprietà fondamentale), Stuart Hameroff (microtubuli), Giulio Tononi (teoria dell’informazione integrata), Max Tegmark (ipotesi dell’universo matematico), e storicamente con Alfred North Whitehead (filosofia del processo).
Condivido l’approccio relazionale con Ernst Mach (economia del pensiero), Niels Bohr (complementarità), Werner Heisenberg (indeterminazione), Anton Zeilinger (informazione quantistica), QBism di Christopher Fuchs, e filosoficamente con Martin Heidegger (essere-nel-mondo) e Maurice Merleau-Ponty (percezione embodied).
Il mio approccio geometrico alla mente trova eco in Carl Friedrich Gauss (curvatura intrinseca), Hermann von Helmholtz (geometria psicologica), Henri Poincaré (convenzioni geometriche), Albert Einstein (relatività generale), oggi in Roger Shepard (spazi mentali), Peter Gärdenfors (spazi concettuali), Rafael Núñez (matematica cognitiva), e George Lakoff (metafore incarnate).
L’idealismo trova alleati in Platone (mondo delle idee), Plotino (emanazionismo), Gottfried Leibniz (monadi), Arthur Schopenhauer (mondo come volontà e rappresentazione), Josiah Royce (idealismo assoluto), oggi in Timothy Maudlin (idealismo quantum), Bernardo Kastrup (idealismo analitico), Philip Goff (panpsichismo), e Keith Frankish (illusionismo).
La visione informazionale trova consenso in Claude Shannon (teoria dell’informazione), Norbert Wiener (cibernetica), Gregory Bateson (mente e natura), Douglas Hofstadter (loop strani), John von Neumann (automi cellulari), oggi in Seth Lloyd (computazione quantistica), David Deutsch (costruttore universale), Luciano Floridi (infosfera), e Giulio Tononi (informazione integrata).
Il principio di dualità ha precedenti in Niels Bohr (complementarità onda-particella), Leonard Susskind (principio olografico), ‘t Hooft (olografia), oggi condiviso da Brian Greene (teoria delle stringhe), Lisa Randall (dimensioni extra), Raphael Bousso (bound olografico), e Mark Van Raamsdonk (geometria emergente dall’entanglement).
Il rigore matematico è condiviso da David Hilbert (formalismo), Emmy Noether (teoremi di conservazione), Paul Dirac (bellezza matematica), Murray Gell-Mann (quark), Steven Weinberg (modello standard), oggi con Nima Arkani-Hamed (naturalità), Juan Maldacena (AdS/CFT), e Nathan Seiberg (dualità). Critichiamo insieme l’approccio non-matematico alla coscienza.
L’approccio embodied trova conferma in William James (teoria periferica delle emozioni), Carl Lange (teoria somatica), oggi con Andy Clark (mente estesa), Alva Noë (enaction), Francisco Varela (autopoiesi), Evan Thompson (neurofenomenologia), Lisa Feldman Barrett (emozioni costruite), e Anil Seth (controlled hallucination). Il corpo è fondamentale per la coscienza.
Il non-dualismo tantrico trova consonanza con Gauḍapāda (Advaita-Vedanta), Śaṅkara (Brahman), Utpaladeva (Pratyabhijñā), Kṣemarāja (Spanda), oggi con Rupert Spira (non-dualità), Francis Lucille (Advaita contemporaneo), Swami Satchidanandendra (Vedanta tradizionale), e scientificamente con Amit Goswami (coscienza quantistica) e Deepak Chopra (campo quantico).
L’idealismo buddhista trova eco in Nāgārjuna (madhyamaka), Asaṅga (vijñānavāda), Vasubandhu (venti vijñapti), Dignāga (logica buddhista), Dharmakīrti (epistemologia), oggi con il Dalai Lama (Mind and Life Institute), Francisco Varela (neurofenomenologia buddhista), Evan Thompson (buddhismo e scienza cognitiva), Owen Flanagan (buddhismo naturalizzato), e Thomas Metzinger (fenomenologia dell’auto-modello).