Intervista al Prof. Leopold Kronecker

Intervista al Prof. Leopold Kronecker

Analisi critica dello stato attuale della fisica
Sig. Kronecker, cosa pensa in base ai suoi studi dello stato attuale della fisica? So che è molto generica, ma iniziamo ad inquadrare le problematiche.

La fisica moderna si affida a strumenti matematici che spesso superano i confini del pensabile costruttivamente. L’uso disinvolto dell’infinito, dei numeri reali, di spazi continui — tutto questo ha sì una funzione descrittiva, ma non ha fondamento nel numero intero, che solo io considero veramente dato. Finché la fisica continuerà a fondarsi su astrazioni non verificabili aritmeticamente, io la guarderò con cautela.

Professore, la fisica moderna si basa su grandezze quantizzate. Questo dovrebbe rincuorarla? Ha eliminato la continuità, se così vogliamo chiamarla?

In un certo senso, sì. La quantizzazione è un passo nella giusta direzione, poiché riconduce fenomeni fisici a insiemi finiti o almeno numerabili. Tuttavia, spesso anche in meccanica quantistica ci si appoggia a funzioni d’onda e a spazi continui che non sono ammissibili nella mia concezione. Finché le strutture discrete non saranno totalmente libere da appoggi analitici infinitisti, il problema resta.

Quindi per lei la funzione d’onda che cos’è?

La cosiddetta funzione d’onda — sia essa \(\psi(x)\), o un elemento di uno spazio di Hilbert — non può essere, dal mio punto di vista, che una espressione simbolica priva di fondamento aritmetico.

Essa vive in un contesto che presuppone l’infinito attuale, il continuo dei numeri reali, le derivate e gli integrali — tutti concetti che io ho criticato apertamente. Questi strumenti dell’analisi, se non sono riducibili a procedimenti finiti e basati sui numeri interi, non appartengono alla vera matematica.

Dico: ‘Dio ha creato i numeri interi; tutto il resto è opera dell’uomo’. La funzione d’onda è opera dell’uomo, e nemmeno tra le più sobrie. Non è costruibile, non è finita, non è verificabile nel senso aritmetico. È un’entità ipotetica la cui esistenza dipende da concetti che io non posso accettare come matematicamente legittimi.

Essa potrebbe avere valore pratico, così come l’astronomia di Tolomeo aveva valore predittivo pur fondata su sfere immaginarie. Ma confondere l’efficacia con la verità è un errore metodologico. La funzione d’onda può essere utile, ma non è reale, né è matematicamente giustificata, se non nel quadro di una matematica che io considero profondamente viziata.

Nota metodologica: Questa intervista è stata ricostruita attraverso un’analisi filologica delle opere originali di Kronecker, con particolare riferimento a Über den Zahlbegriff (1887) e alla corrispondenza con Weierstrass.